Noi giovani: poveri disgraziati

Sapete quale canzone mi è venuta in mente poco fa?  “Vip in Trip” di Fabri Fibra.
<<Più vuoi e meno avrai, più dai e meno prendi, prima lo si impara, poi…papaparapararpappara.>> Così cantava Fabri nell’ormai lontano 2010. Ma mai niente di più vero e attuale si può dire della nostra società, fatta di persone che illudono, sottovalutano, sfruttano. La verità è sempre una: più dai e meno prendi. Ma in che senso?

Secondo quello che ci hanno insegnato i nostri genitori (o chiunque sia stato il nostro educatore nella vita) per ottenere stima, rispetto, lavoro, bisogna dare tanto. Perché più si dà, nel senso di offerta o prestazione, e più si ricava nel prestigio. Non è vero. O perlomeno non dove vivo io. Sono cresciuta pensando a quanto sia importante fare un bel lavoro, studiare per raggiungere una sacrosanta indipendenza economica, ma mi sbagliavo: è troppo facile. Ci sarà sempre quel tizio che, spinto dal “calcio in mezzo alle chiappe”, completamente privo di istruzione e di esperienza, saprà come “entrare” a far parte di un’azienda.

Non è proprio così che vanno le cose: nella nostra società, più lavori e più sei sfruttato, più sei propositivo, più sarai sottostimato. Sono anni ormai che navigo nella costante del “bilico”: nessun contratto in vista, nessuna sicurezza, ma solo richiesta di disponibilità. Nell’utopia forse esiste una società in cui la meritocrazia fa da  padrone, in cui il lavoro onesto o il senso civico hanno dei cardini fortissimi radicati nei secoli dei secoli amen.

So di stare parlando di una fetta molto importante di giovani qualificati, persone che hanno creduto davvero in un futuro migliore e so anche di parlare di un argomento bistrattato, ma costante, che mi ferisce. Lavorare onestamente si può? Arriverà un momento in cui anche noi giovani avremo una sicurezza?
I tempi sono duri, dicono. E nel frattempo gli anni passano, e i giovani di cui sto parlando non saranno più giovani. Chi saremo in futuro? Quanti colloqui imbarazzanti dovremo affrontare? Quante teste si abbasseranno a fare cose che non sono adatte a noi?
Vivremo nel suddetto bilico ancora per molto?
Sentirsi sottostimata e sfruttata, tutti i giorni da ormai tanti anni non è piacevole.
Faccio un appello al buon senso, e alla fortuna, che magari ci assisterà, a noi poveri disgraziati.

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