Covid-19: cosa ci succederà?

Pandemia. L’etimologia della parola pandemia è pân ‘tutto’ e dêmos ‘popolo’, cioè che riguarda tutti. Tutti irrimediabilmente siamo stati contagiati dalla pandemia globale che il 2020 ci sta riversando addosso come una colata di cemento.
Il Covid-19, o semplicemente Coronavirus è un nemico che senza permesso, sta travolgendo i polmoni e gli animi di una popolazione mondiale che a stento riesce a controllarsi. Più di un mese fa, qui in Italia, ci hanno imposto il lockdown, ovvero lo stop forzato da tutto: lavoro, scuola, passeggiate, corse all’aperto, visite ai familiari. Tutto, per poter arginare il numero elevatissimo di contagiati che dalla Lombardia, arrivando fino in Sicilia sono morti creando allarme, paura, sgomento. Ogni giorno siamo stati informati con dei numeri circa quello che stava succedendo in Italia e nel mondo; milioni di persone morte sole e senza cerimonia funebre, senza che i propri familiari potessero dare loro un ultimo saluto; infermieri e medici senza attrezzature idonee chiamati ad affrontare una vera e propria guerra fatta di turni estenuanti e pericolo di contagio.
Ma in tutto questo il nostro corpo e la nostra mente come hanno reagito?
Improvvisamente hanno smesso di immagazzinare dinamismo: abbiamo smesso di fare tutto ciò di cui sentivamo il bisogno, tutto quello che ci faceva sentire liberi. L’impatto sulla nostra psiche è stato devastante. Ci siamo ritrovati degli incapaci tra quattro mura, sempre presi a chiederci cosa fare per ingannare il tempo, a chi lasciare i nostri figli mentre facevamo shopping. Oggi ad esempio avrei voluto fare una passeggiata al mare, perché fortunatamente abito in una zona marittima. Ma non posso. Non posso uscire di casa se non ne ho realmente bisogno: ma non devo fare la spesa, o andare in farmacia o andare a lavoro (uno di quelli consentiti). Mi sento persa, spaesata, completamente intorpidita. La mia fase di lockdown sta procedendo a fasi alterne:
Fase 1: Ho pianto vedendo il telegiornale; ho pianto vedendo le strade vuote; ho pianto facendo la spesa con la mascherina e aspettando il mio turno per un quarto d’ora; ho pianto perché sono stata sospesa dal lavoro; ho pianto perché i miei nonni sono lontani e soli; ho pianto tanto.
Fase 2: Mi sono abituata alle mura di casa; cucino molto; sento molte più macchine che circolano; vedo dal balcone gente che cammina impavida; macchine della polizia appostate sotto casa per fare le multe; ogni tanto scendo per fare una passeggiata intorno all’isolato; mi sono improvvisata barbiere per il mio ragazzo.
Fase 3: Non sto dormendo bene; fatico a mangiare; ci sono tante macchine in giro, una dietro l’altra; cambio strada quando vedo qualcuno che cammina intorno all’isolato di fianco a me; mi annoio; vedo sui social ragazzi che si laureano da casa; vedo la mia vicina con la figlia di 3 anni giocare in un metro quadro di cortile.
Alla fase 4 non ci voglio pensare. Si, perché anche se in TV ci dicono che la curva dei contagi sta scendendo, io non abbasso la guardia e sento che il corpo, la mia mente, sono cambiati. Si sono tramutati in qualcosa di diverso, in qualcosa di meno libero, tutti noi anche se non sembra, siamo cambiati. Anche i più temerari, o i più menefreghisti sono cambiati. Poi ci sono le eccezioni lo so. Ma allora la domanda è: cosa ci succederà?
Saremo in grado di abbracciarci di nuovo? Saremo pronti ad unirci per festeggiare? Saremo così nuovamente spensierati? Io lo spero fortemente, anche se forse, nel nostro piccolo, vacilleremo un po’.

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