THE HANDMAID’S TALE: il racconto di un’ancella un po’ incoerente

Trovare una serie TV che mi soddisfi, in questi ultimi tempi, è un’impresa ardua quanto scegliere un paio di scarpe. Terminata “This is us”, family drama americano dal meritatissimo successo, ero alla ricerca disperata di qualcosa di coinvolgente ma non troppo smielato, dato che le lacrime versate con la famiglia Pearson mi hanno prosciugato. Pensando e ripensando, mi è venuta in mente una serie TV di cui avevo letto tantissimo in articoli d’oltreoceano. Nata sulla base di un romanzo, The Handmaid’s Tale (in italiano Il racconto dell’ancella) balza agli occhi come qualcosa di straordinario: ambientata in un futuro distopico in cui gli Stati Uniti sono stati sostituiti da uno stato (Gileaad) totalitario e classista in cui le donne hanno un ruolo completamente devastato. Ma veniamo al nocciolo del plot: June, (la protagonista interpretata da una grandiosa Elizabeth Moss) conduceva una vita normale, quando all’improvviso viene strappata via dalla sua famiglia per essere iniziata ad una “carriera” da ancella: cioè una delle tante donne fertili con il compito di essere fecondate per dare alla luce i figli dei comandanti sterili. Detto così sembra brutale, e in realtà lo è. Dapprincipio il tutto mi ha sconvolta, data la freddezza con cui le donne vengono classificate degne o indegne. Da qui tantissimi sono i richiami alla Bibbia, che possiamo incontrare nelle famose “cerimonie”, in cui le ancelle una volta al mese devono essere stuprate dai comandanti mentre sono adagiate sulle cosce delle loro mogli. La donna come strumento di procreazione per ovviare ad un destino di infertilità; l’omosessualità condannata a morte come eresia.

CIO’ CHE MI E’ PIACIUTO
– La prima serie è bellissima, il cast eccezionale e le ambientazioni e i costumi richiamano la simbologia: le ancelle vestono come donne amish, con il colore rosso che indica fecondità; le mogli di azzurro come la purezza e la Vergine Maria.
– June è un personaggio forte e rappresenta l’outsider del gruppo di ancelle, perderà sua figlia e suo marito ma lotterà per ritrovarli.
– Le scene d’amore tra due personaggi del cast saranno l’elemento hot più catalizzante.
– Alexis Bledel (l’attrice che interpretava Rory Gilmore in Una Mamma per Amica) è un personaggio fondamentale e una vera scoperta!

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CIO’ CHE NON MI E’ PIACIUTO
– La seconda serie lascia un po’ di amarezza, per la forzatura del plot e dall’incoerenza di June.
– Un’ancella scappa dal regime di Gileaad, ma il mezzo per arrivare alla libertà mi lascia perplessa.
– Non posso svelarvi di più, rovinerebbe la suspance .

Consigliarverla? Certo che si! Vi farà riflettere su quanto sia fondamentale il ruolo della donna e di quanto potrebbe essere potente la sua voce!

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