Cremonini Stadi 2018: un’esperienza “Poetica”

Circa una settimana fa ero sul treno di ritorno da Bologna, ultima meta del tour negli stadi di Cesare Cremonini. Bolognese, cantante: inizialmente front man del gruppo Lunapop, in seguito solista con una strepitosa carriera in continua ascesa. La mia passione per Cremonini nasce non molto tempo fa, aggrappata alla canzone Marmellata #25, un pezzo bellissimo e carico di una malinconia un po’ buffa. La sentivo in radio e immaginavo sempre lui che girava per caso cercando quella marmellata, che lei gli aveva nascosto. In ogni canzone Cesare infonde garbo, poesia, grinta e savoir faire ed è per questo che forse, piace a tantissime persone di tutte le età. Lo scorso Novembre il mio burbero fidanzato mi ha regalato due biglietti per il tour “Possibili Scenari” e non ci credevo dall’emozione! Il 26 Giugno ho finalmente preso il treno per andarlo a sentire e vedere allo stadio Renato dall’Ara a Bologna, ultima data del suo tour, che Cesare ha scelto proprio per i suoi natali.

 

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Il viaggio inizia con me, che febbricitante per influenza (oltre che per l’emozione), ho fatto colazione con latte e Tachifludec. Una volta arrivati a Bologna, abbiamo sistemato le nostre cose nel B&B scelto: Il Benvenuto. Un posto davvero delizioso, con i gestori, Adrian e Josè, che ci hanno fatto sentire subito come a casa. Dopo una doccia ci siamo preparati per la serata: zaino, bottigliette d’acqua, sneakers e via a mangiarci un boccone prima del concerto. Arrivati allo stadio con il bus 21, non siamo riusciati a credere ai nostri occhi: decine, decine e decine di migliaia di persone accalcate intorno alla circonferenza dello stadio. Per me era la seconda volta che partecipavo ad un concerto: si, non sono molto addicted to music, ma quando mi piace davvero qualche cantante, beh, ci devo andare!
Avendo i posti numerati, abbiamo cercato disperatamente la fila dedicata, ma era davvero impossibile riuscire a capire dove iniziasse! Ci siamo imbucati e siamo riusciti a intrufolarci in un microbuco tra la folla. Avanzavamo a stento e fra un attacco di panico e la mancanza di ossigeno, tra me e me dicevo: arriverà prima o poi la luce in fondo al tunnel! Io e il mio fidanzato siamo riusciti ad arrivare ai tornelli e via, siamo entrati. Le nostre riserve di acqua sono state private dei tappi, quindi siamo stati costretti a portarcele in mano gocciolanti: eravamo ignari del fatto che potevano essere pericolose. Dopo un po’ abbiamo trovato finalmente i nostri posti e ci siamo seduti: con l’adrenalina di un bradipo, mi sono accasciata sulla sedia ancora stanca dai residui di influenza.
Dopo una mezz’ora hanno iniziato ad accendersi le luci e…Cesare Cremonini entra in scena! Fantastico: la canzone d’apertura è Kashmir, l’ultimo singolo dell’album Possibili Scenari.
Lo stadio è gremito, tutti ballavano all’impazzata, e si, io ho dimenticato la febbre e ho iniziato a saltare e urlare come una pazza. Cesare era un animale da palcoscenico e danzava e cantava come un vero gentleman. Il momento più bello e toccante è stato l’omaggio al grande Lucio Dalla: Cesare al pianoforte intona L’anno che verrà, con un’emozione che ha invaso lo stadio e tutte le 40.000 persone presenti.
Scenografie pazzesche, lanci di coriandoli, illuminazioni pirotecniche e tutte le hit più famose sono stati gli ingredienti principali di questo grande e indimenticabile concerto. La mia canzone preferita? Ovviamente quella che vi ho scritto su, ma quella che mi ha fatto emozionare particolarmente è stata La nuova stella di Broadway, con tutte le persone sugli spalti che con il flash del loro smartphone illuminavano lo stadio come un cielo stellato.
Il concerto durato più di due ore, è purtroppo arrivato al termine con le canzoni Nessuno vuole essere Robin, e Un giorno migliore.
Soddisfatti, incantati e carichi siamo usciti tristemente dallo stadio e come ricordo abbiamo comprato una t-shirt con il numero 10 sulla schiena, e un nome: Robin. Fino al ritorno nel nostro B&B, era inevitabile non canticchiare le canzoni sentite fino a poco tempo prima.
Che bel concerto, che bella Bologna, che esperienza unica!

Federica Iuso

 

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