Lara Croft: come cambiano i canoni di bellezza femminile

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Ieri sera ho guardato Tomb Raider, l’ultimo film della saga incentrata sul videogame che ha segnato un’intera generazione. La protagonista è Alicia Vikander, che interpreta una una Lara Croft muscolosa, asciutta e dal sex appeal androgino. Si, lo so, sono in ritardo, ma mentre osservavo la pellicola, attentamente incollata sull’abs di Alicia che per me forse sarà pura utopia, il mio cervello come sempre volteggiava tra teorie e ispirazioni che ora vi racconterò. Parto dal principio: Angelina Jolie. La Jolie nel 2001 ha interpretato Lara Croft nel film Lara Croft: Tomb Raider diretto da Simon West, e un sequel Tomb Raider: La culla della vita. Angelina, incarnava alla perfezione l’eroina virtuale tanto da sembrarne una sosia e il film diventò in un batter d’occhio un cult. Tutto ciò che viene ricordato maggiormente ancora oggi è l’erotismo con cui il personaggio di Lara invade le scene. Silhouette formosa, seno prosperoso e muscoli torniti ma non scultorei, labbra carnose: questa la cifra stilistica della Lara Croft impersonata dalla Jolie. Diciassette anni dopo, Alicia Vikander ha ribaltato tutto: la figura sinuosa e sensuale della prima Lara Croft viene completamente sovvertita da una donna minuta, androgina e sottile. Questo enorme cambiamento attuato in primis dalla casa di produzione del videogame, deriva anche dall’evoluzione dei canoni di bellezza femminile che tutt’ora sono in continuo mutamento. Anche il mondo della moda e le modelle hanno abbandonato la sensualità a favore della “forza”. Claudia Shiffer, Naomi Campbell, Cindy Crawford negli anni ’80 emanavano un’aura di romanticismo e sensualità sulle passerelle di tutto il mondo; le nuove leve come Kendall Jenner, Bella Hadid, Gigi Hadid, Winnie Harlow, incarnano ora l’immagine della donna strong, dai tratti forti, combattiva come una guerriera, non delicata, ma volitiva nelle sue imperfezioni. Nella metà del 1800 le donne preraffaellite ad esempio, sono state le antesignane di questo immaginario: Elizabeth Siddal, compagna del pittore preraffaellita dante Gabriel Rossetti, ha dato il via ad una corrente pittorica che preferiva le donne androgine e particolari, dalla fluente chioma rossa e dalle spalle forti.  Gli anni ’40 del Novecento mostravano una donna forte come un militare, dalle spalle squadrate e dalle idee fermissime. Come ho scritto, i canoni di bellezza sono in continuo mutamento e mi piace riflettere su come la donna oggi stia cambiando non solo in bellezza, ma anche nel carattere. Le donne di oggi, come il cinema, la moda e la televisione stanno cercando di dimostrare, sono donne che non hanno paura di mostrare la loro immagine e le loro fragilità. Sperando in un futuro pieno di conferme, ho finito di vedere il film con una consapevolezza in più: spazzate via l’Angelina Jolie che è nei vostri pensieri, e fate spazio all’Alicia Vikander che è insita dentro di voi.

Federica Iuso

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