Quando ho partecipato a “L’Eredità”, il gioco a premi su Rai1

Quando mi arrivò l’email non ci credevo. La chiamata? Neanche.
Diciamo che il fatto di dover andare in televisione per me rappresentava una gioia incredibile, ciò che sempre avevo sognato.
Arrivata a Roma dopo aver precedentemente svolto il test di cultura generale e il provino davanti la telecamera, mi sistemai nell’hotel a Cinecittà. Ci andai sola, come di solito affronto tutte le esperienze più significative della mia vita.

La sera a cena incontrai gli altri concorrenti, con i quali instaurai un legame fatto di ansie e emozioni che avremo poi affrontato il giorno seguente durante la registrazione. Elisabetta per prima, poi Fabio, Nicola, Franco, Eleonora e il campione in carica Andrea. Scambiavamo risate, aneddoti di chi, da perfetto sconosciuto può aspettarsi. “Ehi, se vi punto il dito contro, niente di personale eh!?” disse Franco, che si riferiva al gioco a eliminazione diretta in cui il concorrente con doppio errore deve puntare il dito contro un’altro per portarlo allo scontro. Scoppiammo in una risata, senza sapere che io, il dito non volevo puntarlo contro nessuno, durante il gioco. Sono troppo empatica.
La mattina intorno le 11:00 arrivammo negli studi e ci preparammo con outfit e hairstyle. Fu un’emozione unica farsi pettinare e truccare dallo staff di Cinecittà! Le costumiste scelsero dai miei vestiti ciò che sarebbe stato meglio indossare in video e via, ai microfoni. Dietro le quinte, ad un passo dall’entrata in registrazione conoscemmo lui, Fabrizio Frizzi. Il conduttore si avvicinò a noi e si presentò, uno per uno, mano nella mano, facendo battute allegre e educatamente ci tranquillizzò. Un uomo alto, una bella figura maschile, un’anima gentile. L’ho sempre seguito, e chi mi conosce sa quanto io ami il mondo della TV e i suoi programmi più belli. L’Eredità è uno di questi, è un gioco avvincente e da sempre avevo avuto il pallino di dovervi partecipare.
Improvvisamente la regia ci disse che potevamo andare in postazione e lì, la mia ansia crebbe fino a perdere le parole di presentazione che mi ero preparata in precedenza con i miei compagni di viaggio. Dimenticai di parlare del mio blog, delle mie aspirazioni future, insomma, mi bloccai. Ma l’esperienza divenne pian piano una sfida, e man mano che i concorrenti perdevano, io raggiungevo la finale. Io e Andrea, il campione ci battemmo fino alla fine, finchè la domada su chi avesse scritto “Dracula” mi fu fatale. Lui ebbe la meglio e arrivò alla famosa Ghigliottina. La cosa più bella fu l’abbraccio confortante con Fabrizio Frizzi: lui l’aveva fatto un milione di volte con tante persone diverse, ma in quel giorno per me valse tanto.
Tornai a casa sconfitta, ma divertita, emozionata e con un ricordo indelebile.
Ora riguardo la registrazione della puntata e mi commuovo.
Un caro saluto Fabrizio, dovunque tu sia.

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