La donna istruita

<<Non avevo detto io, che era un errore, educare le donne?>>
Così diceva papà Gus nel film “Il mio grosso grasso matrimonio greco”. La povera Toula voleva iscriversi all’università, studiare informatica, emanciparsi e staccarsi dal cordone ombelicale che la teneva legata al ristorante di famiglia. Sognava di espandere i suoi orizzonti e poter mettere in pratica le sue, come si direbbe ora, skills. I genitori tentarono in tutti i modi di dissuaderla dalla sua “malsana” idea di studiare presentandole dei probabili mariti o non facendola uscire di casa.
Era pur sempre una donna, aveva raggiunto i 30 anni e doveva assolutamente metter su famiglia. Eppure era il 2002. Il nuovo millennio e “Sex and the City” avevano lanciato la donna in carriera allergica ai legami sentimentali, ma la realtà ne era ben lontana. Si care mie, succedeva anche nel 2002 di essere trattate come “femmine da sistemare”. E succede ancora nel 2018. Ma si sa, questa battaglia contro la differenza di genere è ben lontana dal cessare definitivamente, per cui ci sarebbero studi e analisi da fare.
Nel 1800 era proibito educare le donne: gli unici argomenti di cui potevano discorrere o apprendere erano la famiglia e l’educazione domestica. Una donna istruita veniva osteggiata e allontanata, reputata inadatta al contesto, non capace di avere cura della famiglia e dei figli. Nel 1800 era la normalità.
Ma pensateci bene. Pensateci seriamente. Quanto può essere degradante essere una donna che ha studiato, che ha ampliato i propri orizzonti in una società come la nostra? C’è differenza tra il 1800 e il 2018? Io credo di no. Pensate a Virginia Woolf, la grande e illustre scrittrice: “le donne istruite fanno paura”. Virginia Woolf scriveva nel suo libro “Diario di una scrittrice”:

<<Forster mi ha fatto un cenno di saluto (…) ci siamo scambiati una stretta di mano molto cordiale; eppure ho sempre l’impressione che lui si ritragga un po’ davanti a me, perchè sono una donna, una donna intelligente, una donna al passo coi tempi.>>

(Virginia Woolf, Diario di una scrittrice)

Tutti si ritraggono un po’ davanti ad una donna intelligente ed al passo con i tempi. Ella viene guardata con sospetto, quasi come se fosse un essere oltremondo, da scoprire pian piano, come se fosse impenetrabile. Ma vi rendete conto di quanto è ridicolo tutto ciò ora? Se non fosse che io stia ridendo davanti la tastiera, vi potrei giurare che questo accade realmente. Dite un po’: è più facile essere una ragazza del programma Uomini & Donne, oppure una Samantha Cristoforetti nello spazio? Secondo voi è più facile essere Melania Trump o Michelle Obama?
Ma se nel 1918 la Woolf era consapevole di queste condizioni, e anche noi tutt’ora ci battiamo per questo, non sarà che dobbiamo essere noi stesse le prime a spalleggiarci?
Perchè, insieme, non voltiamo le spalle agli schemi e smettiamo di cullarci nelle comode braccia della rassegnazione?

Perchè rompere gli schemi vuol dire gogna?

Magari parlo di luoghi comuni, si, ma sono proprio i luoghi comuni che danno spunto a queste mie maledettissime riflessioni.

Devo pensare di meno.

Magari farmi regalare più borse Alviero Martini.

2 commenti Aggiungi il tuo

  1. Eppure ci sono sempre stati anche in passato uomini che hanno scelto e amato donne intelligenti ed istruite… Non dimentichiamoci che anche gli uomini esistono di due tipi, diciamo stile Trump o stile Obama, e sta a noi donne imparare ad orientarci sugli uomini che vale la pena avere accanto! 🙂

    1. Federica Iuso ha detto:

      Sono d’accordissimo! E io dic: w gli uomini che amano donne così!

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