La vita triste di una Promoter

Le feste di quest’anno sono quasi finite (grazie al cielo), e come ogni anno voglio ricordare una delle esperienze lavorative che mi accompagna da molto tempo. Milioni di donne (e talvolta anche uomini) sono condannati a vivere ansie da promoter. Che? Promoter?
Sapete quelle figure che cercate di evitare come la peste nei supermercati? Si, proprio quelle poracce che cercano di vendervi “cose” e vi propinano prodotti in promozione. Si quelle sono le PROMOTER.
Ecco, io da un po’ di anni, per arrotondare e non pesare troppo sulle spalle dei miei genitori, svolgo il ruolo di promoter nel centro commerciale della mia città. Lo faccio durante le festività, Natale o Pasqua che sia.
Molte persone che conosco, mi incontrano il sabato e la domenica nei periodi in cui lavoro, con la mia divisa nera e camicia bianca, armata di sorriso, nonostante il mio palese disagio.
Proprio in questo periodo, dato che si stanno avvicinando le feste natalizie, sono ritornata nel luogo del delitto, e cioè il tanto temuto centro commerciale. Come sempre, le vicende che ruotano attorno al mio weekend di lavoro sono sempre le stesse da anni, e sembrano davvero una condanna che solo pochi eletti possono sopportare.
Ecco a voi un breve resoconto:

“Sono ferma, come se fossi alla gogna, presa da mille sguardi di persone, delle stesse persone che vengono in questo supermercato oramai da anni, riconoscibili e come se fossero automi in cerca di carne scontata o carta igienica 3×2.
Chi li manda? Ci sarà un società segreta che ne crea un esercito? Forse la CIA delle casalinghe, quelle disperate che mandano i mariti a cercare quel prodotto, quello che è nell’angolo più remoto del supermercato e che loro, poveri esseri umani, non riescono mai a trovare. Vabbè fatto sta che queste persone mi ruotano intorno, e io sotto quegli sguardi mi sento una disagiata. Loro cercano qualcosa, ma non sanno bene cosa, stringendo gli occhi proprio come Melania Trump che forse vi ha già visti da qualche parte, ma non si ricorda dove.
Passano due anziani.
Ah gli anziani!! Una categoria che vi raccomando davvero di incontrare.
Arrivano e iniziano a cercare disperatamente le confezioni di detersivo, proprio come quello che vendevano vent’anni fa. Se non è il detersivo è il liquore, se non è il liquore è la carne macinata per fare le polpette.
<<Signorì, ma non è in offerta questo detersivo?>> chiosa la vecchietta di fronte a me indicandomi il volantino. Sobbalzo <<Guardi signora>> replico gentilmente <<io sono solo una promoter, non so dove mettono i prodotti in offerta, chieda ad un addetto>>. Mi guarda come se avessi detto una bestemmia e va via senza salutarmi. Grazie mille signora, si figuri.
Un signore invece, tutto gaio cerca di attaccare bottone: <<Buongiorno bella signorina, che fai qua?>>. Oddio, pure il marpione di 70 anni ci mancava…Io sorrido a denti stretti, ma mi verrebbe soltanto da sbattere la testa contro il muro per la disperazione. <<C’è la promozione con i buoni sconto signore, le interessa?>> cerco di cambiare rotta. <<No, mi dispiace bella signorina>> dice lui con aria sconsolata <<decide tutto mia moglie, io eseguo solo gli ordini!>>. Rimango allibita, il femminismo esiste ancora. Quel femminismo dittatoriale delle mogli contro i mariti. Ma nonostante tutto devo mantenere la calma e sfoderare la positività che, sinceramente, non mi appartiene. Ritorno a sorridere, di quel sorriso falso che solo con meno di due euro puoi comprare. Sistemo i miei prodotti, cerco di apparire volenterosa e intraprendente, combattiva manco fossi Sophia Loren ne “La Ciociara”.
Dopo tutto però, arriva la parte più bella di tutte: le coppie. Ragazzi, che risate! Di solito sono sposati, altrimenti i conviventi o i fidanzati. E da lì scatta la guerra.
Non appena mi accingo con la proposta di promozione, si viene a creare una faglia, come se accadesse un terremoto, tra il polo maschile e quello femminile. Come se stessi proponendo Belen Rodriguez in bikini dentro una torta apribile, l’homo sapiens viene abbagliato e intriso dalle mie parole, annuendo senza neanche capire.
Questo, scatena un meccanismo di difesa nella donna, che come la maga Circe, strattona l’homo sapiens e con sguardo freddo alla Uma Thurman in Pulp Fiction dopo la dose dice: <<Non ci interessa grazie.>> e con l’occhio destro mi lancia la Macumba.
Stendo un velo pietoso, perchè se stendessi altro la schiaccerei.
Arrivano le 20:00 e fortunatamente torno a casa. Sono sfinita, esausta dagli sguardi indagatori, vorrei solo ritornare alla mia incessante timidezza.

Questa è la mia giornata-tipo da promoter, ragazzi.
Capite o no che ci vuole una bella dose di coraggio?

 

3 commenti Aggiungi il tuo

  1. A distanza di anni, ho rimosso le cose negative delle promozioni! Ricordo solo le cose positive, e mi strappano un sorriso! Gli unici episodi in cui mi sono sentita davvero imbarazzata, furono:
    1) promozione di prodotti dolciari nel periodo dell’Epifania, in costume da Befana!
    2) Promozione del Grand Soleil con vistoso tailleur giallo di due taglie più grandi (ma perché volevano sempre promoter taglia 38 – 40 e poi mandavano divise dalla 44 in su??
    3) Promozione in un negozio privato, assistendo alle tensioni familiari tra la titolare ansiosa, le figlie e la madre.
    Puoi immaginare le situazioni, vero? 🙂
    https://vitaincasa.com/

    1. Federica Iuso ha detto:

      Certo che le posso immaginare! Il mio cerca di essere un articolo ironico sulla difficile sorte delle promoter! 🙂

      1. Vedrai, un giorno guardandoti indietro anche tu ricorderai solo le cose più positive… 🙂

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