Abelardo e Eloisa: poesia d’amore

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Ieri, sul treno di ritorno dal mio viaggio di giornata, stanca morta e con le gambe a pezzi, guardavo lo scorrere della vita dal finestrino.
Essendo previdente però, mi ero preparata lo zainetto con tutto l’occorrente per una gita perfetta:
panini, ombrello, giacca, cuffiette, caricabatterie per smartphone, merendine, (frutta che non ho mangiato), acqua e i “Corti di carta”del Corriere della Sera che il mio burbero fidanzato mi propina ogni tanto perchè “tiene” alla mia cultura.
Allorchè, dato che sembravo una dama in pena, per ammazzare la noia ho aperto uno di quei libricini, precisamente “Eloisa” di Dario Fo, e mi si è aperto un mondo.

eloisa

Venni totalmente rapita da quelle sessanta pagine al punto che risollevai lo sguardo solo dopo aver concluso la lettura.

Per capirci, narra la storia d’amore tra Abelardo ed Eloisa, (che alcuni di voi conosceranno bene) dal punto di vista di lei, Eloisa, giovane ed affascinante ragazza erudita.
Lei, alle prese con le lezioni private che suo zio le aveva consigliato, si innamora perdutamente del suo maestro, il canonico Abelardo, il quale dopo averla messa incinta e sposata, viene punito con la castrazione.

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Mamma mia (penserete voi!), in effetti non è proprio il lieto fine la peculiarità di questa storia, ma l’amore e la passione che li coinvolgono. Sono così stata rapita dai dialoghi e dalle rime…
Leggete un po’:

<<Mia bella e delicata amica…
La rosa è sbocciata
Fiorita è la vostra allegra risata
Dolce e magica è la vostra compagnia
Nel letto sdraiata la vostra armonia cresce
Un bicchiere per brindare all’amore nuovo che nasce
Delicato da bere come un uovo appena sfornato.
Le nostre labbra si cercano
Le nostre dita si sono già trovate
Insieme vanno caracollando
Verso gli anfratti nascosti
Incollati i nostri corpi tremano.
Presto, spogliamoci per ricoprirci
Di fresche lenzuola e di tenerissimi baci.>>

Non è meraviglioso? Ma perchè non ci si corteggia più così? Ma perchè non ci si corteggia più???

Fatto sta che finendo il libricino, sono scesa dal treno ed ero serena, si, proprio come quando finisci un buon pasto e hai la pancia piena, sei soddisfatto. Mi sono riempita di poesia, ed è come mangiare una torta al cioccolato.
Provateci, funziona!

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