Noi e la Giulia: la rivincita di noi Italiani

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“Gradevole”.
Si, questo è stato il commento del mio “burbero fidanzato” al film che ieri sera abbiamo deciso di vedere. E sono arrabbiata, imbufalita, perchè non è propriamente gradevole l’aggettivo per descriverlo: quello giusto è “bellissimo”.
Ok, sto parlando del film “Noi e la Giulia”, scritto e diretto da Edoardo Leo, con protagonisti il già citato Edoardo Leo, Luca Argentero, Claudio Amendola, Anna Foglietta e Stefano Fresi.
Si si , lo so che non sto parlando di un film da Oscar, e nemmeno di un kolossal, ma voglio premiarlo perchè è il primo film italiano che non tratta di cinepanettoni, di drammi stratosferici o di vallette mezze nude.

Questo film mi fa dire: NOI ITALIANI, SIAMO FORTISSIMI.

E sono impressionata, perchè non avrei mai immaginato che Edoardo Leo (che io vedevo da piccola in “Un medico in famiglia”) fosse stato capace di realizzare un così bel film. Ok, ora vi racconto la trama:

Diego (L.Argentero), Fausto (E.Leo) e Claudio (S.Fresi) sono tre “falliti” in procinto di licenziarsi dai loro rispettivi lavori. Casualmente si incontrano per visitare un vecchio casolare in  vendita, e, pur essendo degli sconosciuti, decidono di fondare in società un’agriturismo.
I guai non tardano ad arrivare, e così, con l’aiuto di Sergio (C.Amendola), comunista incallito, sequestrano Vito un camorrista (C.Buccirosso) che ha chiesto loro il pizzo.
I quattro sotterrano l’auto di Vito, una Giulia, nel vano piscina, ma dimenticano le chiavi nel quadro, così che l’autoradio si accende da sola, producendo musica dal sotterraneo.
L’arrivo di Elisa,(A.Foglietta)cuoca incinta, non fa che complicare le cose. Arrivano altri camorristi che però fanno la fine di Vito. Ma sia per il posto, sia per l’ottima cucina e soprattutto per lo strano caso della musica che proviene da sotto il terreno, arrivano clienti da ogni parte d’Italia, riempiendo le prenotazioni.
La situazione tuttavia precipita quando il superiore di Vito viene a chiedere il pizzo scortato da due pericolosi tirapiedi; uno di questi torna qualche giorno dopo a riscuotere e il tentativo di sequestrare anche lui fallisce miseramente. Diego, Sergio, Fausto, Elisa e Claudio sono quindi costretti a una fuga rocambolesca a bordo della Giulia di Vito, dissotterrata grazie anche ad Abu, un contadino di colore e ai suoi amici, ma, poco dopo essere fuggiti, Diego, alla guida, ferma la vettura; il film termina così, lasciando quindi immaginare allo spettatore quale decisione il gruppo abbia preso: scappare o tornare indietro e lottare per i propri ideali.

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Durante la visione del film, ho riso molto, mi sono spaventata, ho ammirato la forza d’animo dei personaggi e ho gioito per la loro rivincita. Inoltre il paesaggio, le campagne, l’arredamento shabby chic dell’agriturismo hanno risvegliato in me il sogno di aprirne uno.

Io penso che “gradevole” non sia adatto come aggettivo.
Poi, giudicate voi, ma secondo me, è bellissimo.

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